Blu. La caserma dipinta, Roma 2015

Roma. Sulla vecchia caserma, occupata da famiglie senza casa, le facce colossali hanno per occhi le finestre del palazzo. La prima a sinistra è gialla, i lineamenti sono banane affastellate. Quella accanto, verde chiaro, è composta di foglie tropicali. La faccia a destra del portone è di squame azzurre, tagliata da un laghetto dove galleggia un’arca stipata di persone. Sono gli inquietanti personaggi che incombono sul traffico di via del Porto Fluviale. Gli elementi architettonici dell’edificio, porte, finestre, stipiti, cornicioni, entrano nel disegno. Il murale gira l’angolo su via delle Conce, dove vigilano altri faccioni. La parete su via Ostiense mostra una nave-città assediata da omini rossi che affrontano militi armati di scudi e manganelli. E’ la lotta per la casa il tema, più o meno esplicito, del gigantesco graffito, circa 2000 metri quadrati, che Blu ha realizzato sull’ex caserma dell’Aeronautica Militare in un quartiere, l’Ostiense, divenuto a Roma il cuore della street art. Lo stabile fu occupato, nel giugno del 2003, da decine di famiglie: marocchine, peruviane, moldave, tunisine, rumene, ecuadoregne, senegalesi e italiane. Una situazione ormai consolidata con tanti bambini, nati nel frattempo, che frequentano la scuola. Gli appartamenti sono divisi con pannelli di cartongesso. Le bollette di acqua luce e gas le paga l’Aeronautica. Alcuni ambienti comuni, come una sala da tè e un’officina per la riparazione di biciclette, sono aperti anche ai visitatori il giovedì e il sabato dopo le quattro del pomeriggio. Nell’androne le cassette della posta sono trentadue. Un telone steso sul soffitto reca in quattro lingue -italiano, inglese, greco e arabo- i primi versi dell’Odissea. Ma l’edificio potrebbe essere ceduto a privati, trasformato in appartamenti, negozi, uffici. Per scoraggiare eventuali sgomberi e ristrutturazioni gli occupanti, organizzati nel collettivo Fronte del Porto, si sono appellati alla solidarietà dell’artista chiamandolo a decorare le  facciate del palazzo.

 

Mimmo Frassineti

Mimmo Frassineti vive a Roma. Ha studiato al Liceo Giulio Cesare, quindi all’Università La Sapienza laureandosi in Storia dell’arte moderna. I suoi primi lavori sono stati come scenografo, nel cinema e nella televisione, e come illustratore per alcune riviste. Si è poi dedicato, da free-lance, alla fotografia e al giornalismo, seguendo soprattutto la voglia di viaggiare. Nel 1970, al quotidiano “La Stampa”, copre eventi di attualità politica, sociale e culturale. Nel 1971 entra nella agenzia Team, che lascia nel ’76 per fondare, con altri colleghi, l’A.G.F. che si afferma come agenzia fotogiornalistica nazionale. Nasce, nello stesso anno, La Repubblica, con cui Frassineti instaura un intenso rapporto di lavoro. Dal 1987 collabora con il Venerdì, realizzando reportages da Irak, Siria, Israele, Libano, Yemen, Turchia, Tunisia, Etiopia, Russia, Romania, Polonia, Bangladesh, Cina, Stati Uniti, e da quasi tutte le nazioni dell’Europa occidentale. Ma, fra i temi che ha più approfondito, c’è Roma, nei suoi molteplici aspetti. Pubblica anche su l’Espresso, Archeo e National Geographic e altri settimanali e quotidiani italiani e stranieri. Autore di mostre e libri fotografici, ha svolto attività didattiche e di promozione culturale nel campo della comunicazione visiva.

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